PER RAGGIUNGERE GAVI
In auto:
Autostrada A7, caselli di Serravalle Scrivia o di Vignole.
In treno:
Stazioni di Arquata Scrivia (sulla linea Genova-Milano) o Novi Ligure (sulla linea Genova-Torino).
In aereo:
Aeroporti di Torino, Genova, Milano Linate e Malpensa.
INFORMAZIONI E RICETTIVITÀ ALBERGHIERA
Si invita a contattare in tempo utile il Comune di Gavi:
Comune di Gavi
Via Mameli 44
15066 Gavi
T. +39 0143 642712
Fax +39 0143 643280
Note sulla Cittá di Gavi
Coloro che giungono a Gavi anche per una gita di poche ore, possono visitare monumenti ricchi di storia millenaria come il Forte, che domina l’abitato, il Portino, la Chiesa Parrocchiale di San Giacomo, gli Oratori e molti edifici e reperti archeologici, tracce della grandezza e dello splendore che furono di questo antico borgo.
E’ d’obbligo poi raggiungere il centro della cittadina per visitare i numerosi negozi e le botteghe artigiane, nonché gustare le specialità enogastronomiche, come gli amaretti, i ravioli (si dice siano stati inventati proprio qui) e l’immancabile “Gavi”, il famoso delicato e ottimo vino bianco che della città porta il nome.
Il Forte di Gavi: note storiche certe sul Castello di Gavi si hanno verso l’anno Mille. Gavi si trovò spesso al centro di dispute e di alleanze, godendo di un periodo sereno solo durante il dominio
dell’imperatore di Svezia Federico I, noto come Federico Barbarossa, legato da parentela ed amicizia ai marchesi di Gavi ed in possesso di una torre sul Castello in cui soggiornò più volte.
Il 16 settembre 1202 con atto ufficiale, passarono ai Genovesi il borgo, il castello e la curia, composta da Tassarolo, Pasturana, Montaldo (Rigoroso), Amelio, Croce, Gottorba e tutto il territorio. Da allora le vicende di Gavi e del suo Forte sono strettamente collegate a quelle della Repubblica di Genova.
Negli anni 1626-1629 il Castello di Gavi assume un vero e proprio carattere di fortezza, a seguito dei lavori di ampliamento progettati e diretti da Fra Vincenzo di Fiorenzuola. In seguito al trattato stipulato tra Francia, Austria ed Inghilterra, nel 1814, la repubblica di Genova fu soppressa ed il suo territorio fu trasferito sotto il dominio del Re di Sardegna Vittorio Emanuele I. Da allora il Forte venne abbandonato e disarmato con decreto del 12 novembre 1854.
La Sopraintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici, che l’ebbe in consegna dal 1946, ha intrapreso opere di restauro sul Forte fin dal 1978, riportando alla luce cannoniere, fuciliere, bastioni nascosti, realizzando il restauro di circa 11.000 mq di paramento murario e 1.100 m di coronamenti, creando una sala convegni per 200 persone, sale espositive e per mostre, biglietterie e servizi, recuperando gli edifici e i piazzali nel loro complesso.
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